FACILITY: GARE D’APPALTO

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Le stazioni appaltanti sia pubbliche che private, conoscono l’esistenza della Legge 4/2014 nell’ambito della Facility?
Ebbene, quando sono richieste le prestazioni da parte di un Professionista della Facility (es. del Facility Manager, del Building Coordinator, ecc…) in un appalto, non si può prescindere dal rispetto da parte del Professionista della Facility dei requisiti della Legge 4/2013 (siano essi dipendenti che liberi professionisti).
Per ciò che concerne il professionista, il diniego al dettato normativo in esame può essere configurato come una inadempienza di natura contrattuale in quanto derivante da una non rispondenza di una obbligazione a carico dello stesso professionista rientrando, quindi, nel novero delle pratiche commerciali scorrette.
Per ciò che concerne il committente la questione è ancor più articolata. E’ notoriamente consolidato l’ordinamento giurisprudenziale che ravvede una responsabilità del committente lì dove lo stesso affidi uno specifico incarico a soggetto non in possesso delle necessarie qualità professionali.
Il codice civile, individua accanto alla responsabilità “per colpa”, ex art. 2043 c.c., anche alcune ipotesi diresponsabilità indiretta, anche detta “per fatto altrui”. In tali fattispecie, disciplinate dagli artt. 2047 e ss. c.c., alla responsabilità di chi ha commesso il fatto, si aggiunge (e, a volte, si sostituisce) quella di un altro soggetto, al fine di accrescere, in capo alla persona lesa, le possibilità di ottenere il risarcimento del pregiudizio subito. La fattispecie dell’c.d. incauto affidamento, sembrerebbe calzare perfettamente al caso di specie.
Ebbene la ragione della promulgazione della legge in esame è appunto questa. Una doppia garanzia ed il giusto connubio tra i vari portatori di interesse.
Le Associazioni Professionali (come UNIQUALITY) si introducono in questa diatriba con l’intento di sgombrare le nubi sulla questione valorizzando le competenze degli associati, anche nel garantire il rispetto delle regole deontologiche, assicurando trasparenza, valorizzando le diverse professionalità, finanche applicando le sanzioni derivanti dalla violazione dei codici di condotta dei quali ognuna sarà obbligata a fornirsi.
Ulteriore ed ultimo, non certo in ordine di importanza, risalto nei confronti del valore dato alle Associazioni, si rinviene nell’art. 9 della legge in esame. Il legislatore, infatti, ha voluto attribuire ancor più risalto alla certificazione delle competenze del professionista aderente (come quella di KHC) nel pieno rispetto della conformità alla norma tecnica UNI definita o allo schema di certificazione per ogni singola professione.

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