Al fine di dare una corretta informazione ai Professionisti Certificati KHC riportiamo il documento ufficiale dell’Associazione UNIQUALITY sulla Legge 4/2014:

«Working Paper on the Act 4/2013»

Questo documento rappresenta il contributo dell’Associazione circa la corretta interpretazione dei requisiti della «LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4. Disposizioni in materia di professioni non organizzate. GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA del 26-1-2013», nel seguito indicata come «Legge 4/2013».

Tenendo in considerazione le esigenze specifiche degli Stakeholders UNIQUALITY (Professionisti ed Organizzazioni), circa la corretta interpretazione dei requisiti della «Legge 4/2013», si vuole fornire, con questo documento, una linea guida sugli adempimenti minimi da assolvere, sia per i Professionisti che per le Organizzazioni (Società, Enti, Organismi di Certificazione, ecc…), che hanno Professionisti o che lavorano con Professionisti esterni. La «Legge 4/2013», per «professione non organizzata in ordini o collegi» (di seguito denominata «professione»), intende «l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo»(Art.1 c.2 – LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4).

La «Legge 4/2013» distingue tra tre categorie di «professioni»: 1) «professioni» per cui è necessaria l’iscrizione in Albi o elenchi (professioni “collegiate”); 2) «professioni» sanitarie regolamentate (D.Lgs. 233/1946; D.lgs. 502/1992 sul servizio sanitario); 3) attività artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative (Testo unico di pubblica sicurezza, norme sul commercio). Per esservi una «professione», è necessaria una prestazione di opera intellettuale, affiancata o meno da attività materiali. Con la «Legge 4/2013», coloro che effettuano prestazioni libere, come nei Sistemi di Gestione: Auditor, Lead Auditor, Consultant, Responsabili, Coordinatori, Formatori, Formatori dei Formatori, Asseveratori, Potential Development Analyzer, Manager, Esperti, Specialisti, Componenti, Data Protection Officer, Verificatori, Mystery Auditor, nel seguito chiamati «Professionisti/Soci UNIQUALITY» e/o coloro che fruiscono di prestazioni libere (PMI, Grandi Aziende, Enti, Organismi di Certificazione, ecc…), potranno contare su una maggiore tutela. Le attività, invece, che sono riservate per legge, possono difendere le loro aree di competenza in riferimento al Codice Penale, che sanziona l’esercizio abusivo di una professione (Rif. c.p. Art. 348: «Abusivo esercizio di una professione. Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [c.c. 2229], è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da centotre euro a cinquecentosedici euro». Quindi, le attività riservate per Legge a soggetti iscritti in Albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile (Albi o Collegi), possono tutelarsi dai Clienti (vedi c.c. Art. 2229 e seguenti). Parte di questi vantaggi sono estesi alle attività considerate libere («professioni non organizzate in ordini o collegi»).

Chiarimenti per i «Professionisti/Soci UNIQUALITY»

«Coloro che esercitano le professioni … dei «Professionisti/Soci UNIQUALITY», hanno costituito … un’associazione a carattere professionale di natura privatistica (UNIQUALITY), fondata su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza»(Art.2 c.1 – LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4). La «Legge 4/2013» «promuove l’autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell’attività dei soggetti che esercitano le professioni»(Art.6 c.1 – LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4) dei «Professionisti/Soci UNIQUALITY». La «Legge 4/2013» sin dal primo articolo (Art. 1 – c.3), si preoccupa della tutela dei consumatori, imponendo che chiunque svolga una di tali professioni, dichiari espressamente e per iscritto ai propri clienti di operare nell’ambito disciplinato dalla «Legge 4/2013»; l’eventuale inadempimento di tale obbligo, è considerato a tutti gli effetti come una pratica commerciale scorretta di cui all’Art. 20 del Codice del consumo (D.lgs. 6 settembre 2005 n. 206 e s.m.i.) 5. Infatti, l’Art. 3 recita: «Chiunque svolga una delle professioni di cui al comma 2 contraddistingue la propria attività, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, con l’espresso riferimento, quanto alla disciplina applicabile, agli estremi della presente legge. L’inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, ed è sanzionato ai sensi del medesimo codice».

– La «Legge 4/2013» preoccupandosi della tutela dei consumatori, fornisce disposizioni. La prima disposizione è quella da interpretare così: i «Professionisti/Soci UNIQUALITY» devono inserire nelle comunicazioni con i clienti la seguente locuzione (o frasi analoghe): “Professione disciplinata ai sensi della Legge 4/2013” – “Professione esercitata ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4”.

In pratica, i «Professionisti/Soci UNIQUALITY» devono contraddistingue la propria attività, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, come sopra indicato (o con frasi analoghe).

Perché è così importante il rispetto della legge in esame?

Ricordiamo che, nel nostro ordinamento esiste il concetto di culpa in eligendo, ovvero la responsabilità di un committente, sia esso datore di lavoro o meno, nell’affidare incarichi a chi è sprovvisto della specifica regolamentazione della «professione» oggetto della prestazione richiesta. Per le attività professionali regolamentate da albo o collegi, tale riconducibilità è presto fatta. Per la moltitudine di attività che non ricevono, per loro natura, una tutela riconducibile a quanto sopra, esiste la possibilità di comunicare a terzi che, comunque, l’esercizio del ruolo richiesto, è perfettamente rispondente a quanto commissionato.

La tutela dei consumatori, di cui di seguito, trova il suo più ampio respiro proprio su questo. Nel tutelare coloro che, altrimenti, sarebbero chiamati a rispondere per l’incauto affidamento e/o incarico di qualsivoglia attività non rientrante tra quelle “normate”.

– La «Legge 4/2013» riafferma la tutela dei consumatori, fornendo disposizioni. La seconda disposizione è da interpretare così: le «associazioni a carattere professionale di natura privatistica» (aventi i requisiti indicati nella legge stessa), agevolano «la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza».

– La «Legge 4/2013» riafferma la completa tutela dei consumatori, fornendo disposizioni. La terza disposizione è da leggere e applicare tal quale: «Il professionista iscritto all’associazione professionale e che ne utilizza l’attestazione ha l’obbligo di informare l’utenza del proprio numero di iscrizione all’associazione»(Art. 8 c.2 – LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4).

– La «Legge 4/2013» fornisce strumenti ulteriori per la tutela dei consumatori, fornendo disposizioni. La quarta disposizione , da applicare per il fatto che UNIQUALITY autorizza i propri associati (in modo facoltativo), è da leggere e applicare così: il «Professionista/Socio UNIQUALITY» che intende utilizzare il logo dell’Associazione con il numero di iscrizione, quale marchio di qualità e di qualificazione professionale, deve rispettare i criteri stabili da UNIQUALITY stessa.

N.B. UNIQUALITY, al fine di elaborare la posizione del Sistema Associativo con riferimento al dibattito sulla «LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4. Disposizioni in materia di professioni non organizzate. GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA del 26-1-2013», ha sintetizzato, nel presente Working Paper ai Soci, i requisiti di legge come sono applicabili alle Professioni del sistema associativo UNIQUALITY. Sulla base delle osservazioni pervenute e delle attività svolte dal gruppo di lavoro, è stato predisposta la presente «Working Paper on the Act 4/2013» che, dopo l’approvazione da parte del Consiglio Direttivo dell’Associazione, è stato reso pubblico ai Soci. UNIQUALITY vuole ringraziare gli Associati appartenenti Gruppo di Lavoro UNIQ4, i Professionisti Certificati KHC che vi hanno preso parte e la struttura tecnica di «Compliance Aziendale» di KHC Know How Certification (KHC Know How Certification – Organismo di Certificazione del Personale accreditato da ACCREDIA per Auditor/Lead Auditor dei Sistemi di Gestione Qualità, Ambiente e Sicurezza e per Esperti in Gestione dell’Energia (n° Reg. 068C) – www.khc.it).

Scarica qui l’intero Documento >>> Working_Paper_on_the_Act_4_2013_UNIQUALITY_Rev_03

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